
E così ci siamo, il pensiero corre indietro di diciotto anni.
La paura, la gioia, i mille interrogativi, i sogni.
Ricordo come fosse ora il tuo primo movimento, o almeno quello che ho percepito io:
il cuore si è fermato per un attimo nello stupore di quella carezza nell’anima.
Poi mi sei diventato familiare, ti parlavo, ti raccontavo ciò che avresti visto,
le cose che avremmo fatto insieme, ti spiegavo le meraviglie della vita.
Infine hai aperto gli occhi alla vita e ti ho visto….io che già ti amavo prima ancora
che le tue cellule iniziassero a moltiplicarsi…
Ed è stata una passione travolgente che durerà per tutta la vita ed anche oltre.





Amo
la tua bocca
come sorgente
tra aride dune,
che disegnano
i giorni a venire.
Amo
i tuoi passi
che mi guidano
nella notte buia,
che nitido
indica la via.
Amo
il tuo amore
che ricuce
pezzi d’anima,
