


foto per gentile concessione di mitosolare che ringrazio
Come ombre, riflesse dal suono
di cornamuse, resto colpito
dal tocco della tua mano,
lo sguardo perso, ombre che
solo mi sfiorano, luci che
suonano dolci pensieri.
Ritorno a liete rinunce,
ritrovo armonie dei sensi travolti,
con te solo con te
al tocco della tua mano,
al ritmo dei passi sul selciato
al tuo profumo ritrovato.
Solo con te la musica,
colonna sonora della vita,
diffonde nella mente,
testimonia,ti offre le scelte,
ritrovo desideri sepolti
dagli affanni quotidiani.
Accordi antichi sempre nuovi,
guardati con rinnovato stupore,
odo scale cromatiche in crescendo,
nuovi sentieri tracciati, ritmati,
rinnovate emozioni, infine, rese
dal tocco della tua mano.
mitosolare & arwen
per gentile concessione di mitosolare che ringrazioNotte di luce, senza luna,
chiaroscuri fondono le forme,
mito perenne, sola passione,
rivendico a me l’impressione
che porta alla ragione, traino
del sentimento originato.
Come un'ombra è il dubbio,
si insinua, non la ragione,
sostengo, ma il cuore.
Non sarà l’ennesimo errore,
nel dubbio che l’affanno assorbe
la tua luce splende, amore.
Mitosolare & Arwen Undomiel
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Non vedo ciò che vedo,
scomposta immagine
in geometria perversa,
frammenti d’anima
indossano un corpo
prostrato, inciso
da bisturi affilato.
Il licantropo cubista
ha compiuto la sua
Guernica.


Venezia, 02/02/2008